di una decisione avrei bisogno, di una scelta.
non di questo rigagnolo che si prosciuga.
L'Italia è un paese di monorchidi
E' arrivato! Oggi è arrivato! Capita un paio di volte l'anno, ma quando arriva, son cazzi.
Il delirio delle pulizie domestiche. Un gorgo.
Compulsiva, frenetica, inconcludente, ossessiva.
Persino la gatta si ritira sull'Aventino e aspetta che la buriana passi (cazzo mi guardi gatta malefica? usa la coda per togliere la polvere invece).
Mi si lasci in pace, non si suoni il campanello, nè mi si chiami per qualche sciocca promozione telefonica, potrei usarvi per disincrostare il wc.
Lustrando gli specchi noto, solo ora!, lo scempio: cazzo (quante volte l'ho già usato questo intercalare in questo post?), quand'è che mi son fatta assassinare i capelli?? Non si possono riattaccare? Così mi sento monca. Rivoglio il groviglio, era mio, mi dava sicurezza, e ne ho bisogno, di sicurezza, in questo momento, io.
Io vado a votare nella mia scuola elementare. E andarci mi fa sempre uno strano effetto, che a ogni gradino rimpicciolisco e mi si disfano i nodi alle scarpe e ho sempre un fiocco blu sghembo che mi stringe il collo e i capelli mi si chiudono in due codine strette.
Io quando vado a votare credo sempre che sia un rito importante, e controllo di avere il documento, e la scheda elettorale. E prima di entrare riguardo le liste e faccio la fila (quando c'è) senza protestare e son cortese con gli scrutatori.
Io vado a votare presto, la domenica mattina, deve essere la prima cosa che faccio, poi posso andar via, in viaggio, al mare, al lavoro, a farmi un lifting.
Io domenica mattina, alle dieci, quando ho votato, ero circondata da donnette con il ramo d'ulivo* e non l'ho trovato di buon auspicio, che me le son viste tutte quelle donnette, col ramo d'ulivo sotto al braccio, il giornale nell'altro e le pastarelle incartate, uscire dalla chiesa e venir di corsa al voto, tutte piene di santa ispirazione.
*non c'entra un cazzo l'ulivo con l'Ulivo!
Ma come è possibile che in questa città di bora ci sia ancora chi usa l’ombrello quando fischia il vento e urla la bufera? Che gli ombrelli si ribellano a simili barbarie. Il vento vince, sempre e su tutti. Gli ombrelli si piegano, si storgono, prendono il volo. E nessuno è domatore di ombrelli e vento. E così alla fine della giornata ad aggirarsi per le vie del centro ci si imbatte in mucchi di ombrelli abbandonato, persi. Solito sforzo di fantasia, che io avrei voluto fotografarli, ma non avevo la macchina fotografica e poi… Li trovi accasciati nei portoni, o in angoli riparati dal vento, stremati dopo un lungo volo oppure infilati a forza dentro minuscoli cestini delle immondizie. E’ vero, son rotti, spatasciati, sghembi e malconci ma finalmente liberi….gli ombrelli.
Fellini, Magritte, Fellini, Magritte…..
ScomeS: Mangiando l’arrosto mi sei venuta in mente. Esci con me venerdì?
EcomeA: Meglio del caco* dell’altra volta. Per venerdì ti farò sapere.
ScomeS: Ma nooo! Esser associati per gusto e olfatto è un onore.
EcomeA: Ma sì usciamo che mi distraggo un po’.
*sms di mesi fa
ScomeS: se dovessi pensare di associarti a un frutto, ti assocerei a un caco!
EcomeA: bleahhhhhhh
ScomeS: nooooooo!
Ho un’immagine troppo sfocata di te. Ti vedo da troppo vicino, e quindi non ti vedo. Ti ho qui sul naso e per guardarti spalanco gli occhi ma quel che mi appare non sei tu. Son troppo concentrata, l’ho già detto, e devo imparare a diluirmi, così ora ti tolgo dal naso e indietreggio un po’ e ti guardo. C’è una strada dietro a te, non me ne ero accorta prima, e tu cammini lento ma deciso, mi dai le spalle. Prosegui, io resto ancora un po’ qui a guardarti…che ci sarà dietro quella curva?
che qui ci sarebbe una foto di mirk che ce l'ho da tanto e me ne sono ricordata pensando a certe cose ma non so allegarla e quindi si lavora di fantasia. Ma è una strada bianca in mezzo a dei campi,in altro c'è un cielo che promette tempesta. A un certo punto una curva e dietro non so.
Certe giornate cominciano imprecando alle macchine che ti taglian la strada e tu devi correre, correre, correre.
Certe giornate non hai un attimo di tregua e nella testa entran pensieri di altri e i tuoi si fan piccini in un angolo.
Certe giornate ti ritrovi a cercare una farmacia aperta e così esci e vedi che son tutti al rito dell’aperitivo e un po’ ti secca di di non presenziare e ci pensi anche a farti un giro veloce da sola ma hai la farmacia da cercare.
Certe giornate ti infastidiscon tutti: quegli omarini alla moda col calzone strettino e il risvolto della misura giusta su scarpe bicolori con le stringhe, la borsa tracolla, il bavero rialzato. Certe donne col tacco alto che ticchetta e avanza sicuro, i collant di pizzo, le tette puntute che sfidano tutti. Certe coppiette adolescenti che se ne fregan di tutto e mostrano intrecci di lingue che tu te le sogni (ma baciare sarà come andare in bicicletta?).
Ci son giornate così, che poi molto tardi si torna a casa e non si è finito di lavorare, che uno ci pensa, ci pensa, ci pensa e non è riuscita a fare un sacco di cose.
Con la perfezione di due giorni tra le mani ambisco alla perfezione anche io
che mi par di averla a portata di mano per quanto sia semplice la perfezione
Lucido l'armatura col sidol per farla brillare
sembro invincibile ma è solo per proteggerti
.....e io? chi mi proteggerà?
AAA dotato d'armatura cercasi, predisposizione alla difesa, astenersi perditempo
Oggi non capisco mai che ora è.
Ho comprato un gelsomino. E' in terrazza che mi guarda.
Cerco di convincermi che è primavera.
Ho perso le elezioni. Lo volevo. Ho fatto la peggior campagna elettorale possibile. Ma ora mi spiace un pò
Faccio ordine in casa e nella testa.
Vado al cinema con la Esse.
Io non sono questo blog
Io sono sicuramente peggio
Ma certamente di più
Molto di più
Ce ne è da ridere a pensare che quello che si faceva noi da una vita, e che quei papaveri mosci consideravano guano, ora si vantano di farlo fare ai loro lecchini.
E per punirmi di questo ghigno-risata mi son scottata la punta della lingua assaggiando la cottura di un broccolo.
Ah,
poi ho guardato una donna allo specchio e le ho detto
"Non ti preoccupare, ci sono sempre io qui con te"
E' il mantra che mi trovo a ripetere oggi e probabilmente domani. Se mi incontrate non ditemi ciao, ma abbassa.
Abbassa le aspettative, abbassa l'ansia, abbassa il profilo, abbassa il desiderio, abbassa il tono, abbassa la sicurezza.....
Faccio molta fatica, troppa fatica. Spesso mi perdo, mi confondo. Io non so se la faccio, scusatemi.
e di me bambina ancora scriverei delle favole del nonno, della montagna di argilla, della fornace chiusa, delle lettere di Babbo Natale, di un carnevale vestita da ciliegia, dei nontiscordardime nella roggia, dei campeggi al mare, della luna al giunzaglio, della gommapane profumata....
Così non posto....
Però volevo scrivere di me bambina. Dei pavesini da convalescenza. Delle lucciole nel bicchiere. Delle orticate sugli stinchi. Delle scorpacciate di ciliegie. Dei legni nella stufa. Di pane e libri a merenda. Delle code strette. Delle guance rosse. Della cagna Tricca. Dei festini in cantina. Del gioco dell'elastico. Dei sogni a occhi e bocca aperta. Dei gattini nel cestino della bici.....
Avrei deciso di inaugurare una nuova rubrica: oggi amo, oggi odio.
Il fatto di inaugurarla non dà alcuna certezza di continuazione. Come dicevo l'altra sera ho inaugurato una lunga serie di diari nella mia vita rimasti praticamente intonsi dopo l'inaugurazione che puntualmente diceva così: Caro diario, oppure diario caro, ho deciso che da oggi ti racconterò quel che mi succede. Le pagine successive son rimaste immacolate........forse non mi è successo nulla....
Oggi io amo:
-sentire finalmente gli odori
-un sms ridicolo
-che ne resto fuori
-liz piz che mi fa la guardia quando dormo
-un certo contratto
Oggi io odio:
-la motorizzazione
-il vento
-i corsi di aggiornamento
-le riunioni di consiglio
-il contratto con gli italiani
E stanotte ho pensato che non sono io a essere orsa, ma son certe persone che incontro a farmici diventare.
E per essere precisini cara Esse le pipite sono:
a) una malattia infettiva dei polli (!!!!)
b) la pellicola che si solleva attorno alle unghie.
dedicato agli amici di labello.
Davvero la vuoi? Una stanza tutta per te, qui, da me?
L'avrai, ma voglio le chiavi anche io, voglio poter entrare quando non ci sei e aspettare che torni.
Ogni tanto butterei un legno sul fuoco che tu possa trovare calore quando rientri.
Voglio addormentarmi sul letto aspettando, leggendo quel che stavi leggendo, guardando quel che stavi guardando.